Non toccare la Nutella!
BEST-OF E-BLOGS 2010 : pubblicato il 25 Giugnio 2010.
A giugno, la proposta – respinta – di una deputata europea tedesca di cambiare l’etichettatura dei prodotti alimentari è passata inosservata. Tranne che in Italia … Perché un prodotto italiano culto era in gioco, il barattolo di Nutella, che rischiava di essere sfigurato da l’etichetta “Attenzione! Puo provocare l’obesità”. Elena, sul blog di gruppo Solleviamoci, protestava contro le invasioni autoritari delle direttive sulle tavole europee. L’Europa è avvertita: non toccare la Nutella …
BRUXELLES – Nutella a rischio dopo il primo sì del Parlamento Ue all’introduzione, per ogni alimento, del miglior profilo nutrizionale. L’allerta è del vicepresidente del Gruppo Ferrero, Francesco Paolo Fulci, che avverte: il voto di mercoledì, se confermato, potrebbe «mettere fuori legge la Nutella e la stragrande maggioranza dei prodotti dolciari».
Il mio parere: assurdo. Ridicolo. Strumentale: questi sono i primi aggettivi che mi vengono in mente. Non solo e non tanto perché, come la maggior parte delle persone che conosco, a me la Nutella piace. Ma anche e soprattutto perché è sempre una questione di misura. E’ ovvio che un barattolo di Nutella (prescindiamo dal peso) fa male, esattamente come fa male mezzo chilo di pasta tutto insieme – ma quanto a quello, fanno male anche troppe arance. L’eccesso storpia, tutto qui.
E’ solo questione di buon senso – cosa che pare difettare a certi politici, e non solo italiani. Ma invece di prendersela con la Nutella (e quindi, si presume, a breve con tutti i prodotti da forno – già ci avevano provato con la pizza, ricordate?, sostenendo che per essere igienica non poteva essere cotta nei forni a legna… ma che si mangiano quelli?), perché non indirizzano le loro preoccupazioni agli ingredienti di certi “manicaretti”? Per me sarebbe solo saggio se decidessero per controlli più accurati – non solo delle nocciole usate dal signor Ferrero, che non mi sponsorizza e nemmeno conosco, peraltro: ma proprio di tutti i prodotti, compresa la carne degli hamburgers e/o l’olio in cui vengono fritte le patatine alla McDonald’s etc etc etc.
Allora si potrebbe credere ad un effettivo e reale interesse alla tutela della salute dei cittadini dell’unione. Che, avendoli votati (ahimé!), sono maggiorenni e quindi dovrebbero avere la capacità di decidere come e quanto nutrirsi. Così invece a me resta il solito, fastidioso tarlo: “cui prodest”?
Fonte: Corriere.it
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