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Come si immaginava il passaggio al nuovo millennio nel 1910?

Chi considera la fantascienza un semplice gioco, perde l’occasione di capire meglio il suo prossimo. Secondo il blog tedesco Basic Thinking le visioni futuristiche (sotto forma di libri, film, o disegni) offrono uno sguardo agli interessi e alle speranze di un intera generazione. Marek Hoffmann analizza accuratamente alcune vecchie cartoline…

La fantascienza per definizione è l’ideazione di un possibile futuro. E quindi non c’è da stupirsi se in qualche libro o film del passato saltano fuori gadget o macchine che oggi abbiamo veramente. L’esempio attuale più conosciuto è la Newspad descritta da Arthur C. Clarke che ha avuto il suo “sromanzeggiamento” nel tablet di Apple. Quello che trovo interessante in tali rappresentazioni è che in qualche modo riflettono lo spirito del tempo di una generazione, il suo modo di porsi nei confronti del progresso tecnologico e in ultima istanza le possibilità che  scaturendo da quest’ultimo si delineano per il futuro.

Ma queste idee a mio parere sono ancora più interessanti quando vengono progettate da uomini che non se ne occupano “professionalmente”. Da Gajitz sono incappato giusto in un gruppo di cartoline che, a quanto pare, nel 1910 venivano distribuite come omaggio promozionale da una piccola azienda francese. Però, accanto a cose impensabili (ancora oggi) come il ristorante “Fly-Trough” (vedi l’immagine pubblicitaria), su alcune delle 50 cartoline sono rappresentate anche cose che, con un po’ di buova volontà, oggi potrebbero essere considerate realizzabili.

Innanzitutto veniamo ai pompieri volanti (a quanto pare, sembra che la navigazione aerea allora fosse molto raffigurata):

Ancora non ce ne sono quasi, ma una azienda della Nuova Zelada sta progettando il lancio imminente dei cosìddetti zaini a reazione. Le cose sviluppate dalla  Martin Aircraft Company dovrebbero avere una potenza di 200 CV, dovrebbero far sfrecciare in aria i loro proprietari a 100 km all’ora e costare 55.000 Euro al pezzo. Con un altezza di volo massima di 2.400 metri un pompiere potrebbe salvare una persona da un grattacielo più velocemente e in maniera più efficace dei suoi colleghi con la scala allungabile – supponendo naturalmente che non si superi l’altezza massima.

Poi c’è una cartolina dove è rappresentata una specie di macchina per i libri che sembra un misto tra un tritacarne e un distruggidocumenti. Per mezzo della quale dovrebbe essere possibile “scannerizzare” i libri e farli “leggere ad alta voce”:

Sebbene oggi ancora non sia in funzione, una tale macchina sarebbe assolutamente verosimile con le attuali possibilità tecniche. Servirebbe solo uno scanner per i libri come quelli già proposti da molte altre aziende oltre a Google: …

…e un Software, che riconosca i testi scannerizzati e li legga ad alta voce. Google mi salta agli occhi come la prima azienda a poter offrire un tale servizio. Per i giovani di Mountain View “Text to Speech” è già per così dire una vecchia conoscenza ed è già molto sviluppato. Un esempio attuale è il traduttore istantaneo a comando vocale . Ma anche lo Start-Up di Qwiki offre un servizio di lettura ad alta voce. Per chi non se lo ricorda: si tratta del vincitore del “Battlefield Awards“, che promette un esperienza per la ricerca di informazioni totalmente nuova, poiché crea, secondo un preciso criterio di ricerca, un video “On the fly” il cui testo viene letto da una voce computerizzata.

Osserviamo ancora il terzo esempio (altre cartoline potete trovarle da Gajitz):

Su questa posso dire ben poco. Un uomo controlla il lavoro duro e pericoloso da una distanza di sicurezza premendo dei pulsanti. L’idea dei robot naturalmente non è nuova, ma se non altro si colloca in un contesto nuovo per me (e già che ci siamo: finora le cartoline mi erano ignote, anche se già da un pò si aggiravano in rete e non sono le uniche esistenti di questo periodo). Se si pensa alla casetta nella quale è seduto l’uomo, ad altezza elevata, si avrebbe subito davanti agli occhi una moderna gru. E che un robot controllato da un computer modelli le pietre, dovrebbe essere solo una questione di tempo (se già non esistono). Di aziende che offrono la stampa in 3D, ce ne sono già a bizzeffe. E non dovrebbe essere troppo difficile se necessario adattare le macchine in modo che lavorino le pietre invece della plastica.

Forse ora l’avete capito: sono stato intervistato recentemente dalla SWR sul “futuro di Internet” e in quell’occasione ho affermato quanto sia difficile in realtà, fornire una previsione dei possibili sviluppi. Certo, il cloud computing, la realtà aumentata e la geolocalizzazione saranno di grande importanza. Ma in che modo? Vorrei quindi chiedervi di fare degli schizzi delle vostre idee nei commenti. Di che genere – se tecnico, sociale o ecologico – non ha importanza, perché penso che in qualche modo siano tutti correlati. Il periodo dovrebbe arrivare solo fino al 2025 – perché altrimenti ci avvicineremmo troppo alla fantascienza. E per concludere ancora un classico che trovo adatto al tema:

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Categorie → Curiosità, Storia, Tecnologia

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