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Catherine

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A 7 anni ho iniziato a buttar via i miei pranzi a scuola, a nascondere il cibo nelle bucce delle patate cotte e a regalare le mie barrette Penguin agli amici. Contemporaneamente, mia madre fu convocata a scuola dalla mia insegnante preoccupata dal fatto che la sua scarna allieva avesse preso una decisione per il nuovo anno: perdere peso. Non ricordo questa parte di me stessa, ma credo che in quel momento il germe di un disordine alimentare era stato seminato e sarebbe presto diventato motivo di preoccupazione tra le persone a me più vicine, liquidata dai medici, peggioravo col passare del tempo e finivo col trascorrere mesi in ospedale solo per impazzire, di nuovo. Avevo una vita anch’io. Avrei dovuto essere orgogliosa della mia laurea di primo livello, ma io non provavo orgoglio, avevo lavorato come ricercatrice televisiva, dilettandomi nella scrittura e sperando di diventare un giorno la versione femminile di Louis Theroux. Sono stata a capo di un gruppo musicale, ho nutrito i senza tetto, cantato nell’Halle Choir, fatto paracadutismo e viaggiato. Si può pensare che il mio disordine alimentare non mi abbia realmente danneggiato, ma l’ha fatto, nei modi più svariati, più di quelli che io voglia ricordare… la domanda è: a 22 anni sono pronta ad accantonare tutto? Speriamo!

Aggiornato: oggi 24 anni. La storia continua.

I miei articoli tradotti :

"Quest’anno il 15% delle donne che soffrono di anoressia morirà"

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