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dragstripgirl

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Nel titolo, nome in codice o nome di dominio “DragstripGirl” non voleva esserci un riferimento a me stessa. In qualche modo suonava bene. Per la velocità, per la ribellione, e in qualche modo per i viaggi on the road. In un giorno di sole, quando avevo appena finito di mettermi lo smalto sulle unghie dei piedi mi è venuta questa idea e ho urlato YEAH E’ OVVIO DANNATISSIMA MISERIA e mi sono inzaccherata il piede con lo smalto. Ma non aveva importanza.

Tuttavia ad un certo punto ho notato che in realtà nel nome era agganciato un “Girl”, e questo probabilmente sarebbe stato interpretato in futuro proprio nel modo in cui non lo avevo mai visto prima. Così ho abbandonato la mia teoria iniziale e mi son chiamata così. Ci si dovrebbe costruire un qualche proprio marchio come Machinegun Girl, o Robot Girl, oppure 2 Girls 1 Cup.

Io.

S. si è trasferita a Berlino nel mese di ottobre 2008, come tutti gli altri. La capitale fa bene, è liberatoria.
Più di questo: è la libertà. L’obiettivo è quello di diventare felici. Una missione che viene sottovalutata.

Musica. Film, parole, persone, immagini, profumi – queste sono tutte cose che possono muoversi. Quello che succede qui è la crescita di una cultura totalmente nuova. Fanculo alla pubblicità che circonda Twitter.

E’ una nuova era che vuole farci dimenticare la vecchia.

Ma questo è troppo pericoloso.

I miei articoli tradotti :

Vivere ad alta velocità… e diventare grandi

Disgrazia di Duisburg: una blogger tedesca in lutto

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