Annata 2010: una sfida per i viticoltori tedeschi
Tradotto da Rossella Cadeddu. Vedere post originale in tedesco
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Il 2010 è stato un anno particolarmente snervante per i viticoltori tedeschi. Un inverno senza fine, pioggia abbondante ad agosto…Con il risultato che molti osservatori si sono lasciati sfuggire che l’annata del 2010 sarebbe stata una catastrofe unica. Dirk Würtz, blogger e viticoltore tedesco, è di un altro parere e ci consegna qui le sue prime impressioni.
Cosa abbiamo, cosa…l’intero mondo della rete non discute dell’annata del 2010 prima e durante la vendemmia ma quando si è quasi alla fine. C’è stato di tutto, dagli elenchi obiettivi e realistici relativi a foto al limite della norma dei grappoli fino alle critiche più aspre (il 2010 è stata un’annata del cavolo). Il danno è stato fatto e molto grave. I primi commercianti hanno già detto che del “vino del 2010” farebbero volentieri a meno e quasi nessun appassionato di vino nelle scorse settimane si è mostrato bonariamente fiducioso nei confronti dei viticoltori. Tutte sciocchezze, modi per creare panico e giudizi affrettati.
Come abbiamo detto e ripetuto qui nel nostro blog già molte volte, il 2010 è stato tutt’altro che un anno facile. Ma non è nemmeno una brutta annata. Proprio il contrario, invece. Come siamo arrivati a questa conclusione? E’ semplice: stamattina di punto in bianco abbiamo fatto una degustazione dai circa 50 barili campione. I vini giovani che stanno ancora maturando, hanno subito smesso di fermentare, o semplicemente hanno fatto una breve pausa. Per farla breve: la prova è stata stupefacente. I vini sono limpidi, l’acidità non disturba affatto. E non stiamo parlando ora dei vinelli da tavola gradevoli e giovani, ma di tutta la gamma.
Ovviamente è troppo presto per classificare definitivamente l’annata, almeno per quanto riguarda la sua “grandezza”. E ovviamente non è neanche facile in questa fase, anche se in realtà chi è “del mestiere”, dovrebbe essere in grado di farlo. Il “vino del 2010″ non è assolutamente cattivo. E in particolare non lo è dove si è lavorato meticolosamente e scrupolosamente. Certo, ancora una volta queste banalità sul lavoro “scrupoloso e meticoloso”. Purtroppo, si è abusato oltremodo di tali termini negli ultimi anni. Talmente tanto che ora non ci crede quasi più nessuno. Ed è un peccato, un vero peccato. E non va meglio nemmeno ai termini ”terroir” e “fermentazione spontanea”.
Allora, niente paura per il “vino del 2010″. Avvicinatevi alla merce e fatevi un’idea vostra (l’anno prossimo). E ancora una piccola previsione: questo sarà l’anno dei vini pregiati a residuo zuccherino e dei vini pregiati da vendemmia tardiva. E un “grande”
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